Comune di Bioglio - Turismo

lunedì 20 novembre 2017    
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Santa Teresa e Papiers Peints

SANTA TERESA

La casa con gli archi

di Giovanna Savio

“Dulin, dulan, al malavi ‘l porta al san”
Il papà caricava me e la mia sorella sulle spalle e saliva la stretta scala
che portava alle camere da letto. Un’altra scaletta ci attendeva: quella
appoggiata al letto a barca, troppo alto per noi.
Spenta la luce, ascoltavamo in silenzio. Il verso della civetta ci
Metteva una leggera paura, ma sapevamo che non c’era da temere.
La civetta ci augurava amichevolmente la buona notte a modo suo.
Nell’angolo in alto a destra c’era sempre un ragno. Quello mi
Impensieriva un po’, ma poi mi addormentavo.
Era l’estate del 1949. il papà aveva affittato quella bella casa con gli
Archi per farci passare una vacanza a Bioglio.
I primi ricordi della mia vita sono legati a quella casa.
Mi rivedo piccolina di appena tre anni uscire felice nel prato davanti
Alla cucina. Rivedo le mie mani cicciottelle fare ciac ciac sul
trifoglietto fiorito. Nello stesso istante un dolore fortissimo al mignolo:
una vespa mi ha punto. La mia felicita è finita.
Torno in casa piangendo disperata.
Se venivano delle signore trovare la mamma, lei le faceva
accomodare in una grande sala nella quale noi non avevamo il
permesso di entrare da sole. Ricordo che le pareti erano tutte dipinte.
La signora Teresa abitava nella casa a fianco.
La ricordo sempre molto gentile, i capelli bianchi, il volto sorridente,
lo sguardo luminoso e tenero con noi bambine.
Doveva esserci un cancelletto o una ringhiera tra le due case e io guardavo di là.
Da quell’estate non sono più entrata nella casa con gli archi.
Ogni volta che ci passo davanti la guardo:
è la casa dei primi ricordi della mia vita.




PAPIER PEINT

Si tratta di una sorta di carta da parati, realizzata in tirature di 1900 esemplari con metodo di stampaggio a mano da cliché di legno intagliato, erano stati ideati per impreziosire le pareti dei salotti delle ville, solitamente vengono riprodotti temi frivoli o paesaggistici.

Sono formati generalmente da 39 strisce che si compongono nelle vedute dell’America del nord in realtà questa tecnica si adatta alle esigenze di chi la richiede per cui sono previste strisce aggiuntive a tema perlopiù bucolico solitamente utilizzate per collegare le diverse vedute; a Bioglio ad esempio sono presenti 42 strisce.
 
Di questa serie ne rimangono solamente una quarantina di esemplari in tutto il mondo; sono stati ideati da Jean Julien Deltil ed editi dalla manifattura Alsaziana Zuber; altri esemplari sono presenti in mostre pubbliche e private in Svizzera, Francia, Portogallo e Svezia anche se quelli presenti nel nostro paese sono i meglio conservati, anche perchè, prima della scoperta, questa sala era adibita a cappella votiva da parte delle suore del Cottolengo, che avevano coperto le pareti con arazzi che proteggevano i papiers peints dalla luce e dall’umidità.
Ciò che rende unica ogni opera è però la rifinitura manuale, infatti, sebbene la stampa sia creata con cliché diversi a seconda del colore da imprimere sulla tela, l’esito finale risultava piuttosto approssimativo cosicché l’artista era  costretto a rifinirla manualmente; è proprio quest’opera di rifinitura ad impreziosire ogni singolo papiers peints. Questi lavori risalgono al 1834 e sono stati portati a Bioglio dalla famiglia Savio di ritorno da uno dei suoi numerosi viaggi in Francia.
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